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CITTADINANZA

                    

COSA FARE PER


La cittadinanza italiana

Dopo l'entrata in vigore della legge sulla sicurezza (legge 15 luglio 2009 n.94) sono state introdotte alcune novità riguardo ai requisiti necessari per ottenere la cittadinanza italiana. Per maggiori informazioni scarica la circolare del 6/08/2009 sulle disposizioni in materia di sicurezza pubblica - modifiche in materia di cittadinanza.  Circolare del 7/10/2009 sulle disposizioni in materia di sicurezza pubblica - modifiche in materia di cittadinanza.

Circolare del 2/09/2009 sul contributo di 200 euro per istanze di cittadinanza.

Per maggiori informazioni sulla concessione della cittadinanza a cittadini stranieri coniugati con cittadini italiani  o a cittadini stranieri residenti in Italia vai al sito del Ministero dell'Interno 

Riconoscimento della cittadinanza italiana

Per avviare il procedimento ricognitivo della cittadinanza di un soggetto presente sul territorio italiano, è indispensabile che lo stesso sia iscritto nell’anagrafe della popolazione residente di un qualsiasi comune italiano. Tale iscrizione determinerà sia la competenza dell’ufficiale dello stato civile di quel comune a ricevere la dichiarazione di cui all’art. 23 della legge 5 febbraio 1992, n. 91 sia la competenza del sindaco ad attestare la cittadinanza a norma dell’art. 16, comma 8, del D.P.R. 12 ottobre 1993, n. 572. La competenza dell’autorità diplomatica o consolare è riservata dall’art. 16 del D.P.R. 572/1993, comma 3, al caso in cui la dichiarazione dell’interessato è stata resa all’estero, dinanzi a quell’autorità. Diversamente, l’attestazione di cui al comma 8 deve essere effettuata dal sindaco, salvo che l’attestazione si riferisca a minori residenti all’estero, di cui all’art. 14 della legge sulla cittadinanza, nel qual caso essa viene emessa dall’autorità diplomatica o consolare.

La circolare n. 32 del 13.6.2007, in materia anagrafica, avente per oggetto: Legge 28 maggio 2007, n. 68. Soppressione del permesso di soggiorno per turismo. Iscrizione anagrafica dei discendenti di cittadini italiani per nascita, ha richiamato l’attenzione sulla circostanza che l’art. 1 della legge citata prevede che per soggiorni di durata inferiore a tre mesi non è richiesto il permesso di soggiorno, ma è invece necessaria una dichiarazione di presenza: gli stranieri che non provengono da Paesi dell’area Schengen formulano la dichiarazione di presenza all’Autorità di frontiera, al momento dell’ingresso, mentre gli stranieri che provengono dall’area Schengen dichiarano la propria presenza al Questore, entro otto giorni dall’ingresso. Aggiunge la predetta circolare che la ricevuta di tale dichiarazione, resa dagli interessati nei sensi sopraesposti, può costituire titolo utile ai fini dell’iscrizioni anagrafica di coloro che intendono avviare in Italia la procedura per il riconoscimento della cittadinanza “jure sanguinis” in relazione a quanto disposto con la circolare n. 28 (2002). La dichiarazione, infatti, è l’adempimento che consente agli stranieri di soggiornare regolarmente in Italia per un periodo di tre mesi o per il minor periodo eventualmente stabilito nel visto d’ingresso.

La documentazione formata all’estero allegata all’istanza per il riconoscimento della cittadinanza italiana (art. 16 D.P.R. 572/1993) deve essere legalizzata, salvo che non sia previsto l’esonero in base a convenzioni internazionali ratificate dall’Italia, e munita di traduzione ufficiale in lingua italiana. Competente alla legalizzazione è l’autorità diplomatica o consolare italiana all’estero, ai sensi dell’art. 33 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e dell’art. 21, comma 3 del D.P.R. 396/2000. Per quanto attiene alla traduzione in lingua italiana degli atti in questione, la conformità della stessa al testo straniero deve essere certificata dall’autorità diplomatica o consolare ovvero da un traduttore ufficiale o da un interprete che la attesti con giuramento davanti all’ufficiale dello stato civile, ai sensi dell’art. 22 del citato D.P.R. 396/2000. Per quanto infine attiene alla certificazione relativa alla mancata perdita o alla rinuncia della cittadinanza italiana da parte del richiedente o dei suoi ascendenti, essa è di competenza dell’autorità diplomatica o consolare, ai sensi dell’art. 9, primo comma, del D.P.R. 5 gennaio 1967, n. 200.

Nel caso di riconoscimento della cittadinanza “jure sanguinis”, sulla base delle disposizioni impartite con circolare K. 28.01 in data 8/4/1991 e dei chiarimenti intervenuti da parte del Ministero degli affari esteri con circolari n. 303/331158 del 20 luglio 2004 e n. 3003/413534 del 21.9.2004, la trascrizione degli atti di stato civile deve avvenire solo nei confronti dei cittadini che abbiano presentato istanza e degli eventuali loro figli minori e non può estendersi automaticamente anche agli ascendenti.

Scarica le circolari sulle modifiche apportate in materia di cittadinanza e sulle modalità di versamento del contributo di 200€ per le istanze di cittadinanza previste dalla dalla Legge n. 94 del 15/07/2009.

Realizzato dal Ministero dell'Interno - Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione - un nuovo servizio che consente ai cittadini stranieri di conoscere e verificare on line lo stato della procedura della propria domanda di concessione della cittadinanza italiana. Come descritto del Ministero dell'Interno " Utilizzare il nuovo servizio risulta estremamente facile: dalla home-page di www.interno.it accedere al tema 'Cittadinanza';puntare al link 'Consulta la tua pratica';effettuare la registrazione indicando i propri dati anagrafici e un indirizzo e-mail;inserire il codice assegnato alla propria domanda di cittadinanza per avere accesso alle informazioni".